|
Con la possibilità di rappresentare un
segnale come una
sequenza di numeri è conosciuta fino dagli anni '40, anche se solo
recentemente ha trovato applicazione nel campo delle
apparecchiature per uso domestico. Il più comune fra gli
apparecchi di uso quotidiano che fanno riferimento a queste
tecniche è il riproduttore di CD o DVD.
Per codificare in forma numerica
o digitale, un segnale acustico occorre "campionarlo" ovvero
misurare il suo valore in un dato istante a intervalli regolari e
quindi esprimere il valore della misura mediante un numero. La
sequenza di numeri che si ottiene è la rappresentazione numerica
del segnale originale e può essere registrata, trasmessa,
duplicata usando le stesse tecniche che stanno alla base della
memorizzazione e trasmissione dei dati digitali.
In modo analogo si può codificare
un'immagine: prima occorrerà suddividerla in un appropriato numero
di punti detti pixel, ed attribuire a ciascuno una
codifica numerica del colore; cosa che generalmente si fa
indicando tre valori numerici che rappresentano le intensità di
ciascuna componente del colore Rosso, Verde, Blu. Ad esempio un
immagine che compare sullo schermo di un normale computer può
essere rappresentata mediante 480.000 terne di numeri che in una
suddivisione tipica dello schermo è in 800x600 pixel.
L'immagine in movimento, poi, è
rappresentata mediante una successione di immagini fisse,
solitamente 25 al secondo.A questo punto,per ottenere un segnale
televisivo è sufficiente mettere insieme la codifica delle
immagini in movimento con due canali audio ottenendo l'effetto
stereofonico anch'essi codificati in forma numerica.
|